Intervista A Bebe Vio: "Mi Hanno Regalato Un Sogno"

"Mi Hanno Regalato Un Sogno". Questo titolo del nuovo libro dato recentemente alle stampe, racconta tra le sue pagine la storia piena di tristezza e di difficoltà di una ragazza felice. Un fiume in piena, un vulcano di energia, una ventata di ottimismo e un grande spirito di autoironia, Bebe Vio, diciannovenne veneziana, non ha permesso che le oscurità offuscassero i suoi sorrisi e spegnessero la sua voglia di farcela e di andare avanti.

Sentirla parlare della sua carriera sportiva da campionessa con quel tono di voce sempre dolce e scherzoso è ancora più coinvolgente che "leggerla" tra le righe. Così per dieci minuti circa, Bebe risponde a tutta una sfilza di domande e curiosità che le sono state poste per raccontarsi.

La sua avventura con la scherma è stata frutto del puro caso. Era andata, su spinta dei genitori, nella palestra per una normale partita di pallavolo, ma dato che la cosa non gli piaceva affatto, all'improvviso tenta la fuga dalla porta di emergenza, e si ritrova lì, in mezzo agli "Zorri". Il tipo con la barbona gli chiese se voleva provare, e lei, ovviamente, ha risposto: Sì. E se n'è innamorata. Ed ora eccola lì, detentrice assoluta di otto ori e tanti altri riconoscimenti nazionali, pronta per andare a Rio, dopo aver sconfitto l'ostacolo "maturità".

Le sue protesi sono divenute le sue migliori amiche di competizione, perché di loro non può farne a meno; perché quando il gioco si fa duro, con quelle gambe e quelle braccia di acciaio può davvero tentare di spaccare il mondo. Non può esimersi di spiegare, anche se non nel dettaglio, le numerose, per non dire innumerevoli, lotte che si celano dietro ogni singolo centimetro di quelle protesi, ma quelle sono il suo vanto, e lei deve trattarle bene.

"Non è la mancanza delle braccia e delle gambe che rende impossibile il fare sport, ma se pensi che sia impossibile, allora è impossibile." "Lo sport" confessa la giovane, ha aiutato molto me e tutti quelli come me, che avrebbero tanti validi motivi per piangere e prendere a pugni la vita ostile.

Nonostante la sua giovanissima età, la campionessa è già sazia di esperienze agonistiche; la sua intervista mira dunque a spronare gli ascoltatori a compiere piccoli gesti per aiutare coloro ai quali mancano i mezzi "fisici" e "morali" per realizzarsi.

Autore Lemuel93
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