Marco Pantani - Un Mistero italiano

Marco Pantani ha vissuto una vita da atleta fra incidenti e rinascite incredibili. Dopo l'incidente del 1995, seppe tornare da vincente nonostante una gamba più corta di 8 mm in seguito all'operazione subita.

La sofferenza ha sempre fatto parte della sua carriera e, se si vuole, essa venne sublimata in una sua celebre frase: "Vado forte in salita per abbreviare la mia agonia".

La sua rinascita fu dovuta alla fondazione nel 1997 da parte di Luciano Pezzi, un ciclista partigiano, della Mercatone Uno, la quale fu per Marco una squadra-famiglia fino alla sua tragica scomparsa del 2004.

Alle riunioni, se Marco era seduto, erano tutti seduti; se Marco si alzava, tutti andavano via; e se Marco mancava, nessuno cominciava a mangiare.

Ormai fa parte dell'antologia della televisione sportiva la famosa frase di De Zan pronunciata in occasione dell'ultimo e decisivo attacco di Marco per la vittoria del Giro d'Italia 1998: "Attenzione, è il momento decisivo, Pantani scatta, Tonkov si è seduto; l'ennesimo, l'ennesimo scatto è stato decisivo".

Altra pagina memorabile è quella di Montecampione che fa parte di diritto della storia del ciclismo.

Con Pantani, tutto era possibile perché Marco era un uomo al di sopra della normalità.

Il suo modo di vincere era quello del vecchissimo ciclismo perché in un ciclismo dominato dai cronomen che si sfidano sul filo dei secondi, Marco ha riportato i minuti.

Autore PietroDAprile
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